Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

25 novembre 2021.

Ho appena visto le statistiche pubblicate sui maggiori quotidiani, non più tardi di due giorni fa, sui femminicidi in Italia. Non voglio riportarne i numeri perché fanno davvero troppo male, un articolo che le mostra e ne parla potete trovarlo qui.

Un universo si spegne ogni volta che viene ucciso un essere umano. Ognuno di noi ne rappresenta uno immenso, per gran parte inconoscibile. Il primo e fondamentale atteggiamento che può tenersi di fronte ad un nostro simile è di rispetto per quel mistero che rappresenta. Dopo vengono tutti gli altri, la curiosità, la meraviglia a volte, l’attenzione, l’ascolto, la comprensione, la fiducia, la condivisione, la solidarietà, il supporto, a volte l’amore, la gioia di incontrarsi, di parlarsi, di guardarsi negli occhi, di cantare le stesse canzoni, di ascoltare ed interpretare la stessa musica, di sognare davanti alle stesse immagini, tra le parole degli stessi libri, a volte, di perdersi nei pomeriggi a raccontarsi tutto quanto si conosce di sé e della propria esistenza.

Queste e infinite altre sono le possibilità che si negano, che si spengono quando si agisce una violenza. Non si riconosce la sacralità, l’inviolabilità di ogni altro da noi.

Credo che voi, ragazzi e ragazze, siate infinitamente più saggi di molti adulti, credo possiate preparare un mondo migliore di quello che vi stiamo lasciando, credo che abbiate una grande responsabilità verso voi stessi e verso il nostro pianeta.

La nostra scuola è nota per la sua creatività, per la sua capacità di accoglienza e per il rispetto della diversità, vista come risorsa e non come limite.

L’arte è lo strumento più vicino all’espressione di sé.

Oggi tutte le lezioni, su proposta delle funzioni strumentali per l’area alunne e alunni, verteranno su questo tema. Oggi sarà una grande giornata di riflessione e di realizzazione di nuovi pensieri che potranno anche prendere vita in produzioni artistiche.

La biblioteca vuole dare il suo contributo a questa giornata accogliendo i diversi suggerimenti pervenuti da colleghe e colleghi, il primo è proprio questo articolo che affronta questo tema nell’unico modo in cui la biblioteca lo sa fare, attraverso la scrittura o il ricorso agli innumerevoli libri che raccontano di donne e a quelli raccontati dalle donne.

Clara mi ha ricordato Artemisia Gentileschi e la sua vicenda raccontata da Susan Vreeland, nel suo libro La passione di Artemisia. La vicenda è nota, Artemisia Gentileschi, vissuta durante i primi cinquant’anni del 1600, fu una tra le prime donne a cimentarsi nell’arte della pittura; la si riconduce, come stile ed epoca, alla scuola caravaggesca. Artemisia fu stuprata da un pittore, Agostino Tassi, “amico” del padre, Orazio Gentileschi, pittore anch’egli, che la mandò come allieva dal Tassi. Ne seguì una denuncia da parte di Orazio ed un processo nel quale, esattamente come succede ancora oggi, la violenza subita da Artemisia venne messa in discussione ventilando l’ipotesi che in fondo lei non avesse opposto un’adeguata resistenza. La vicenda di Artemisia Gentileschi divenne famosa anche perché, oltre ad essere una bravissima e abilissima artista, rifiutò la proposta di matrimonio riparatore fatta dal Tassi. Artemisia rivendicò per sé non soltanto la sua arte ma anche la volontà di vivere secondo la sua sensibilità, fuori dagli schemi imposti dalla società dell’epoca che avrebbe accettato maggiormente una omologazione alle usanze di quel tempo, dove appunto se alla violenza subita sarebbe seguito il matrimonio, su quella violenza  si sarebbe potuto stendere il velo del silenzio e dell’ipocrisia.

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come martire, 1615

Per ora, ecco cosa hanno realizzato le studentesse e gli studenti della nostra scuola: è stato loro chiesto di scrivere un pensiero che esprimesse la loro partecipazione al dolore inflitto al mondo ogni volta che si usa violenza nei confronti di qualunque essere vivente, oltre ai lavori che ogni classe sta eleborando individualmente. Il punto d’incontro dei loro pensieri è stato il gesso della Venere di Milo che accompagna la nostra scuola forse da sempre

e questi alcuni dei loro pensieri , tutti meravigliosi:

 

Articolo a cura di M. Tiziana Fois

 

 

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