Relazioni tra Realtà e Web

Il Web ci ha cambiati. E’ inutile negarlo.

Nel corso dello scorso anno scolastico ho partecipato ad un importante gruppo di lavoro, formato da molti docenti e dirigenti delle scuole cittadine che aveva come obiettivo principale, almeno questa è l’immagine che io ne ho riportato e lo spirito con il quale ho  partecipato a quelle riunioni , quello di integrare il mondo del web all’insegnamento tradizionale, ovvero di ampliare l’insegnamento tradizionale con quegli strumenti infiniti messi a disposizione dalla rete internet.

Il gruppo era prevalentemente composto da docenti nati tra gli anni Cinquanta  e i Settanta del secolo scorso. Quindi non esattamente nativi digitali, come invece lo sono i nostri studenti. Questa consapevolezza era presente in ogni partecipante al gruppo. Da qui nasceva l’esigenza di lavorare per formare gli studenti e insieme i docenti stessi su due diversi versanti, diciamo così: i docenti per imparare ad apprezzare e far proprie almeno parte delle abilità digitali di studenti e  studentesse e, allo stesso tempo, insegnare loro che il digitale non giustifica l’approssimazione nelle abilità di scrittura e ancor meno le tollera in quelle di lettura.

L’ampliamento incessante delle notizie, delle immagini, delle informazioni rintracciabili sul web rende necessaria una educazione che verta prevalentemente sulla lettura dei messaggi disponibili, dove per lettura deve sempre sottintendersi la comprensione di quanto si va leggendo. Sembra scontato ma non lo è per nulla, se si vuole dare anche importanza alle statistiche OCSE sulla capacità di comprensione di testi scritti

Rimangono invece sotto la media Ocse per la lettura, definita come la capacità di comprendere, utilizzare, valutare, riflettere e farsi coinvolgere da un testo.

da qui

Così, aver partecipato a discussioni sull’uso del web nella scuola mi ha confermata nell’utilità di quanto ho iniziato a fare dal novembre del 2015 su e con questo blog.

Diffondere suggerimenti su buone letture, chiamare docenti, discenti, genitori e tutti coloro che gravitano attorno al mondo della scuola, ad esprimersi sul blog, ad utilizzarlo come lavagna virtuale condivisibile con una platea molto più ampia di quella scolastica, a stimolare quelle due abilità fondamentali, lettura e scrittura; richiamare costantemente l’attenzione su quanto il pensiero critico sia fondamentale nella comprensione delle realtà che ci circondano, sono tutti aspetti che ho cercato di sperimentare, e sui quali ho cercato di attirare l’attenzione, nella realizzazione di questo blog.

Non so quanto ci sia riuscita ma certamente alcune figure mi sono state accanto in questa avventura molto più di altre, esponendosi e, allo stesso tempo, provando se stesse in questa nuova esperienza. Molte altre lo hanno ignorato, forse, alle spalle, criticato. Qualcuno lo ha criticato apertamente, ma questo può solamente far bene, può far crescere tutti i soggetti coinvolti. Perché la critica sia aperta è necessario esprimerla, per esprimerla, e dunque confrontarsi con quanto si critica, si deve essere prestata attenzione, si deve aver letto, osservato e trovato le mancanze, i punti deboli ecc. ecc.

In fondo anche criticare, al di fuori del pregiudizio, implica un impegno, un riconoscimento dell’altro, fondamentale nelle relazioni umane, sane.

Così, tutto quanto detto sinora può essere considerato premessa per il nocciolo di questo post.

Attraverso esso è arrivata sino a noi, inteso, quel noi, come Liceo Artistico, una sua ex alunna, ora insegnante, appassionata di lettura, di arte e di vita, il cui blog potete trovare a questo indirizzo:

https://lanuovame828573075.wordpress.com/

Ma non solo, nei suoi articoli, o post, o come li volete chiamare, parla con ammirazione, affetto e grande rispetto di alcuni e alcune suoi e sue insegnanti, e non credo di fare torto a nessuno se, a mia volta li cito, avendone conosciuti anch’io almeno due, anzi, tre, e forse anche quattro, in pratica tutt* quell* citati.

In fondo stiamo, io e Lorella Sini, attraverso questo nostro incontro virtuale, rispolverando qualche memoria del, non troppo antico, Istituto d’Arte.

Senza nessun ordine di preferenza, inizio con

Fiorenza Serra, è stata insegnante di Italiano quando ancora la nostra scuola  si chiamava, appunto, Istituto d’Arte.  Io l’ho conosciuta al di fuori della scuola perché quando sono arrivata qui lei era già in pensione.  Al mio arrivo scoprii che la prof.ssa Serra contribuì in maniera determinante all’ampliamento del patrimonio della nostra Biblioteca, attraverso progetti o acquisti diretti da lei proposti.  Tre o quattro anni fa ha regalato alla Biblioteca la sua collezione Skira.

Il ricordo che Lorella Sini ha della prof.ssa Serra è molto bello, lo trovate qui.

Antonio Cananzi, il professore che è stato insegnante di Disegno dal vero di Lorella Sini è andato in pensione due anni fa. Simpatico e disponibile come pochi, allegro e comprensivo, umanissimo. Il ritratto che ne fa Lorella potete trovarlo qui

La professoressa Luciana Camerada, che io conobbi di sfuggita al Liceo Spano, ma che è invece molto presente nei ricordi di Lorella, che la ricorda in un suo commento al mio post precedente (qui).

Lorella Sini cita anche Prospero Malavasi che è stato vice preside quando a dirigere la scuola c’era il professor Niccolò Masia.

Anche Prospero Malavasi è stato in visita alla nostra biblioteca proprio poco prima del lockdown di marzo 2020.

Tutto questo per dire che il mondo del Web è bello quanto noi riusciamo a farlo diventare tale. E’ bello quando serve per unire e non per dividere, quando serve per condividere esperienze di crescita, di conoscenza, di divertimento, anche, ma di quello buono che non nuoce a nessuno, neppure a parole. Già si è parlato qui delle regole della comunicazione non ostile, valide in ogni interazione umana. Se poi ad esse aggiungessimo quelle della comunicazione empatica, avremmo, per oggi, parlato a sufficienza.

Spero di avere, con questo mio intervento, contribuito a far sorridere le persone citate, a far conoscere ancora meglio il blog di Lorella, la sua esperienza di studentessa, di donna, di insegnante e di blogger e, chissà, a creare connessioni che prima non esistevano.

In fondo tra i tanti  compiti della scuola c’è anche questo, creare o rivelare le relazioni tra le cose e quelle tra le persone, senza dimenticare quelle tra le scuole, come in questo caso, e come il segnalibro spedito da Lorella, opera di una sua alunna sta a dimostrare.

 

Questo collegamento, questo ricordo, come vorrete  chiamarlo, spero sia il primo di una lunga serie. Ex alunne, ex insegnanti, anche che raccontano la loro esperienza, il bello che dalla nostra scuola sono riusciti a conservare.

 

Articolo a cura di M. Tiziana Fois

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lorella Sini ha detto:

    Carissima Tiziana,
    che onore, che orgoglio questo articolo a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva, citando Umberto Saba (“Trieste” è un componimento che ho dentro insieme a mille altri! ).
    La cosa che più mi ha emozionato è sapere che la prof.ssa Fiorenza Serra ha donato al Figari la sua personale e straordinaria collezione Skira qualche anno fa; ma soprattutto mi ha commosso sapere che ha trascorso gli ultimi anni a scuola prendendosi cura della biblioteca dell’istituto, lo ignoravo.
    Posso solo immaginare come l’avrà fatto: con amore, dedizione, premura e coinvolgimento: ossia tutto ciò che riservava ad ogni singolo suo studente in classe.
    Perché questo è il ricordo che non solo io ho di lei, ma la ricordano così ancora oggi, tutti i miei cari compagni maturati nel ’95, sebbene lei ci abbia accompagnati, quasi come figlioli, solamente fino al Diploma di Maestro d’Arte, in III G (grafici e ceramisti).
    Così la ricordano Manuele, Simonetta, Donatella, Gabriele compare di nozze e battesimo, Tiziana, Carlotta, Letizia e così se la ricorderà, da lassù, la nostra compianta Germana, diplomata all’Accademia sassarese di belle Arti e tragicamente mancata a soli 35 anni.

    Fiorenza era così per/con noi: quando entrava in aula ne ammiravamo il suo taglio corto di capelli, il suo sorriso, il suo look che stimato, il suo sguardo che volgeva a noi studenti e studentesse.
    Ma il bello arrivava quando iniziava la sua lezione… dopo qualche minuto abbandonavi tutto. Lasciavi banco, seggiola, astuccio, penna, libro, quaderno degli appunti… e venivi trasportato in un altro mondo. Quello delle Lettere universali.
    Venivi catapultato nella Firenze di Alighieri e nell’oltretomba dantesco: perchè quando spiegava i Canti più memorabili (il Proemio, Paolo e Francesca, Pier delle Vigne, Il Conte Ugolino…) dell’Inferno, tutti zitti, non ce n’era per nessuno!
    Passeggiavi a Napoli a braccetto con Boccaccio e Fiammetta; sentivi le petrarchesche Chiare e fresche dolci acque pure tu! Immaginavi di essere Angelica che faceva impazzire l’Orlando furioso.
    Con la prof.ssa Serra vedevi le dune sulla Luna e immaginavi le boccette dei tanti senni perduti in Terra, tra le quali quella raccolta da Astolfo e riportata ad Orlando il paladino, e hai conosciuto Ariosto grazie alla traduzione in prosa di Italo Calvino, mica uno qualunque! che la nostra docente ci fece acquistare e conoscere.
    Grazie a lei non ebbi dubbi. Non potendo continuare a studiare Grafica pubblicitaria e Fotografia fuori dall’isola, rimasi a Sassari e mi iscrissi in Lettere e Filosofia.
    Diedi tre esami di Letteratura Italiana, tre esami di Storia dell’Arte, un esame di Letteratura Latina e un esame di Filologia Latina discutendo, il 19 marzo del 2001, una tesi con lode, sull’Architettura religiosa e le suppellettili sacre (argentee occupandomi anche dei marchi apposti dagli orafi argentieri isolani e fuori Sardegna, lignee, marmoree, pittoriche, scultoree…), delle chiese di Ossi, Muros, Cargeghe e Florinas, con il mio relatore, algherese, Aldo Sari, il quale a sua volta fu docente, anni addietro, al F. Figari (ma che non conobbi allora!), prima o in contemporanea per qualche anno, della
    stimatissima prof.ssa Giuliana Altea, che però non ebbi la fortuna di avere, ma la conobbi unicamente durante un’ora a disposizione e in cui ci fece lezione con le diapositive (roba, che allora, impiegava solo lei nelle sue lezioni di strutturalmente già universitarie). Ebbi invece Rossana Mundula gli ultimi tre anni. Rossana con la quale sono in contatto e che ricorda la nostra classe e il Figari con grande emozione. Un sentimento cosi forte mi ha detto, che non ha mai vissuto nell’Istituto scolastico sassarese in Via Rolando, antico e dall’ illustre storia quanto il Figari, in cui insegna da diversi anni e pure attualmente.

    Guarda un po’ quanti intrecci di persone può creare una scuola straordinaria come la nostra carissima Tiziana?
    Con affetto grande 
    Lorella

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  2. Lorella Sini ha detto:

    Cancella pure il primo commento Tiziana. Ci sono sviste da tastiera e il secondo è ancora più dettagliato! 😉

    Lorella 😘

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