Credo sia tempo di poesia

Un dimanche après-midi a l’Ile de la Grande Jatte, Georges Seurat, 1883-85

Perché dopo tanta riflessione sulle cose, dopo tanto pensiero, credo che occorra lasciarsi un poco trasportare solamente dalla musica, quella vera fatta di suoni e di armonie riconosciute dall’udito o dalle vibrazioni che la musica produce nell’aria, oppure dalla musica delle parole.

Il dizionario Treccani alla voce poesia dice, tra le tante altre cose, queste:

poeìa s. f. [dal lat. pŏēsis, che è dal gr. ποίησις, der. di ποιέω «fare, produrre»]. – 1. a. L’arte (intesa come abilità e capacità) di produrre composizioni verbali in versi, cioè secondo determinate leggi metriche, o secondo altri tipi di restrizione; con un certo grado di approssimazione si può dire che il sign. di poesia è individuabile nell’uso corrente e tradizionale nella sua contrapposizione a prosa, in quanto i due termini implicano rispettivamente e principalmente la presenza o l’assenza di una restrizione metrica; sotto questo profilo vanno intese la divisione tradizionale in p. epica, lirica, drammatica, e altre distinzioni quali p. didascalica, satirica, bucolica (o pastorale), dialettale, colta, ecc., nonché varie altre espressioni in cui la parola è più o meno intenzionalmente contrapposta a «prosa»: scrivere in p. (cioè in versi), opera di p., studio della poesia.

Il carattere di opere o parti di opere ritenute particolarmente ispirate e suggestive: la p. dell’episodio di Paolo e Francesca; una pagina ricca di p.; versi perfetti ma privi di p.; un testo scientifico che raggiunge il livello della poesia. In questa accezione, tratto pertinente non è più il metro o un equivalente del metro, ma l’elevatezza concettuale e formale, al di là di una rigida adesione a schemi formali di metro, ritmo, struttura (come nelle frasi: in questa p. ciò che è assente è proprio la p.; in quella semplice cronaca c’è vera p.), per cui è giudicata e sentita «poesia» la capacità di esprimere forti sentimenti, di suscitare emozioni, associazioni di immagini, di innalzarsi sui valori correnti per forza creativa e profondità di concetti: di contro ai suoi modesti tentativi poetici in lingua la p. dialettale del Belli è p. autentica; nel grigiore letterario dei suoi tempi sola si stacca, altissima, la p. del Leopardi; per l’intensità del sentimento, più che per la perfezione formale, questa è vera p.; il suo intervento fu così appassionato da sfiorare la poesia.

Consiglio però, per chi non avesse un’idea precisa di cosa sia poesia, di andarsi a leggere tutte le accezioni possibili, i possibili significati del termine. Già in queste due citazioni, comunque, è racchiuso qualcosa di importante per aiutarci a comprendere il genere letterario  che va sotto il nome di poesia. L’intera definizione potete trovarla qui.

C’è chi dice che sia troppo difficile leggere Poesia. Come per tutte le cose, più la si legge e meno si trova difficoltà. Poi, ovviamente ci sono poesie più difficili da comprendere ed altre meno. Dipende dallo stile adottato, dipende dal periodo nel quale sono state scritte. Però, in fondo, è, davvero, la capacità di leggere con attenzione e riflettere su quanto letto che genera la possibilità per il lettore di comprendere quanto cantato in una poesia e farlo proprio, appartenente alla propria esperienza, al proprio dolore o alla propria gioia. La poesia è necessariamente legata alle emozioni e ad un sentire che va oltre e più a fondo del pensiero razionale. La comprensione di una poesia segue quasi sempre diversi livelli. È quasi come salire per una scalinata, più si è capaci di concentrarsi sulle parole, più si impara da essa. Si impara e allo stesso tempo si trae da essa piacere, serenità, riconoscimento di sé.

Wislawa Szymborska, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 1996, è poetessa della vita. Sì, avete capito bene, proprio di tutto quanto, al giorno d’oggi accade o può accadere (ma il più delle volte accade proprio a tutti, da qui il concetto di universalità della poesia) nell’esistenza normale, quotidiana, di ognuno di noi. Parte però, la Szymborska, dalla convinzione che tutto quanto accade nella vita umana possa essere annoverato tra gli eventi straordinari. Straordinaria è la nostra esistenza, se ci si sofferma a pensarci un po’. Questa normalità straordinaria la Szymborska celebra nelle sue poesie, con sempre  una grande capacità di guardare alla realtà umana con amore ed ironia.

Oggi vi propongo questa, che guardate un po’ ha proprio come tema la Realtà

La realtà esige

 

La realtà esige

che si dica anche questo:

la vita continua.

Continua a Canne e a Borodino

e a Kosovo Polje e a Guernica.

 

C’è un distributore di benzina

nella piazzetta di Gerico,

ci sono panchine dipinte di fresco

sotto la Montagna Bianca.

Lettere vanno e vengono

tra Pearl Harbor e Hastings,

un furgone di mobili transita

sotto l’occhio del leone di Cheronea,

e ai frutteti in fiore intorno a Verdun

si avvicina solo il fronte atmosferico.

C’è tanto Tutto

che il Nulla è davvero ben celato.

Dagli yacht ormeggiati ad Azio

arriva la musica

e le coppie danzano sui ponti nel sole.

 

Talmente tanto accade di continuo

che deve accadere dappertutto.

Dove non è rimasta pietra su pietra,

c’è un carretto di gelati

assediato dai bambini.

Dov’era Hiroscima

c’è ancora Hiroscima

e si producono molte cose

d’uso quotidiano.

 

Questo orribile mondo non è privo di grazie,

non è senza mattini

per cui valga la pena svegliarsi.

Sui campi di Maciejowice

l’erba è verde

e sull’erba, come è normale sull’erba,

una rugiada trasparente.

 

Forse non ci sono campi se non di battaglia,

quelli ancora ricordati,

quelli già dimenticati,

boschi di betulle e boschi di cedri,

nevi e sabbie, paludi iridescenti

e forre di nera sconfitta,

dove per un bisogno impellente

ci si accuccia oggi dietro un cespuglio.

 

Qual è la morale? – forse nessuna.

Di certo c’è solo il sangue che scorre e si rapprende

e, come sempre, fiumi, nuvole.

 

Sui valichi tragici

il vento porta via i cappelli

e non c’è niente da fare –

lo spettacolo ci diverte.

Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi, 2009

Tutti i nomi citati sono luoghi di battaglie di guerre più o meno lontane, alcune lontanissime nel tempo.

Guernica, Pablo Picasso, 1937

La poesia della Szymborska evoca entrambe le immagini proposte.

 

M. Tiziana Fois

 

 

 

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. lorellasini ha detto:

    Amo Seurat. Ancora oggi, a distanza di tempo, ricordo la lezione della docente Rossana Mundula e la spiega,ione del Puntinismo… tecnica che faccio sperimentare alle mie figlie a casa e agli alunni a scuola, quando mi è capitato, di sovente del resto, di sostituire i colleghi di Arre e Immagine assenti 💪✌

    "Mi piace"

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