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Chi scrive, nel 1977, aveva 18 anni. In una città di provincia di una regione tra il nord e il sud Italia, su di un isola, al centro del mediterraneo, tra Corsica e Africa, tra penisola italiana e coste della Spagna.

Tra gli incontri organizzati durante l’anno scolastico che volge al termine vi è stato quello relativo agli anni Settanta.

Spunto per esso è stata la pubblicazione del libro I movimenti degli anni Settanta tra Sardegna e Continente, a cura di Federico Francioni e Loredana Rosenkranz, ne abbiamo già parlato qui.

Quanto ancora si vuole aggiungere nasce da coincidenze e relazioni che, oltre ad avere avuto un ruolo determinante nella creazione stessa dell’evento organizzato dalla biblioteca, non si sono interrotte ad evento concluso. Così la stessa raccolta dei numeri di linus, di cui si parla qui e qui, ha contribuito ad approfondire il ricordo e la ricostruzione storica di quegli anni.

Non siamo però i soli a dare risalto a quel periodo e al libro che lo racconta, visto che nella programmazione del 1 giugno di Rai Radio Tre, si è nuovamente parlato di esso in modo quasi poetico se alla poesia si abbina la predisposizione al ricordo, la relazione tra momenti storici della nostra vita e l’atmosfera, la natura stessa, persino le ore della giornata nelle quali le esperienze si concretizzano. Così nel programma su Rai Radio Tre, il conduttore,  Attilio Scarpellini, parte dall’immagine della Stella del mattino che appare poco prima del sorgere del sole, sottolineando il legame tra essa, l’ora nella quale il programma da lui condotto viene trasmesso su Radio Rai, dalle 6.00 alle 6.45, e la Speranza della bellezza che essa può annunciare verificarsi nella giornata che inizia. Una Speranza che era comune e condivisa, dice il conduttore, negli anni sui quali il libro curato da Federico Francioni e Loredana Rosenkranz si concentra.

Ascoltate con attenzione Attilio Scarpellini, leggete e rileggete della volontà di migliorare l’esistente che risalta in ognuno degli interventi raccolti nel libro,  e scoprirete come quella Speranza delle giovani generazioni di allora sia stata il contraltare positivo ad una politica che si andava sempre più chiudendo nella difesa di privilegi di fasce sempre più ristrette di popolazione.

Di seguito il link al programma

Rai Radio Play

Articolo a cura di M. Tiziana Fois

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