linus

Che bellezza linus! Raccolta mensile di fumetti da tutto il mondo, nata in Italia nel 1965.

Fondata da Giovanni Gandini e pubblicata, al suo esordio, dalla casa editrice Milano Libri.

Il titolo che Gandini scelse per la sua rivista a fumetti fu quello di uno dei personaggi principali dei Peanuts statunitensi, che lui ebbe il merito di far conoscere al pubblico italiano.

Il primo numero di linus venne pubblicato nell’aprile del 1965. Esso conteneva un’ intervista, diventata con il tempo famosa e infinite volte citata, di Umberto Eco a Elio Vittorini e Oreste del Buono, quest’ultimo per la prima volta direttore di linus dal 1971 al 1981.

Troverete l’intervista in questo bel blog specializzato proprio nell’arte dei fumetti (clicca qui).

 

La nostra biblioteca ha ricevuto in dono, insieme a qualche numero di Dylan Dog, del quale  si è parlato in uno dei post precedenti, anche diversi numeri di linus.

Sarà bello e interessante, nel prossimo anno scolastico, provare a lavorarci sopra, coltivando sempre lo stupore e l’ammirazione per come in una vignetta, in una striscia, in poche battute, di relativamente pochi personaggi, gli autori siano in grado di definire una condizione sociale o politica o persino esistenziale di una società in un determinato momento storico. Il forte legame che si instaura tra quelli che Vittorini, nell’intervista citata, definiva i due livelli, quello analogico, legato all’immagine, e quello logico, legato alla parola, e di come da questa unione possa nascere un terzo, alto, livello di senso strettamente connesso all’aspetto della vita concreta di una comunità.

Il nostro numero più antico è quello dell’immagine pubblicata su questo articolo, risalente al novembre del 1975, quando la rivista aveva da poco compiuto i dieci anni, in copertina i personaggi di  Enzo Lunari, veicolo del mondo completo di cui parla Vittorini, realizzato in stretta sintonia con la situazione politica dell’Italia degli anni settanta, sostituita da personaggi che si muovono in un’ambientazione medievale e dove Fra’ Salmastro, cronachista francescano alla maniera di Fra’ Salimbene da Parma, […] narra eventi buttandoli alla rinfusa in un calderone (da qui). 

Coloro che hanno letto, nel tempo, i linus di respiro internazionale di Gandini e più tardi di Oreste del Buono, hanno imparato ad amare l’abilità nell’uso delle parole, la sintesi perfetta da esse realizzata, l’efficacia, l’ironia rappresentata dai personaggi creati dai vari autori e hanno imparato che il sarcasmo, il sorriso più o meno intriso di amarezza che questi grandi fumetti suscitano è, ed è stato, infine, indispensabile, almeno nella propria formazione, alla costruzione di quell’approccio critico alle vicende pubbliche e private della propria vita.

Crediamo che, anche per le giovani generazioni, conoscere questa forma di critica dell’esistente sia importante e possa rivelarsi molto  utile. Ecco uno dei motivi per i quali abbiamo accettato con infinito piacere anche la donazione di questo pezzo della nostra storia recente.

 

da qui Jules Feiffer

 

Articolo a cura di M. Tiziana Fois

 

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