Revolution

 

Il titolo della mostra sembra essere contradetto dai colori smorzati dei quadri di Marco Mattei.

Vividi i colori di ogni rivoluzione.  La rivoluzione alla quale si riferisce Mattei, è quella lenta alla quale assistiamo ogni giorno nelle nostre città; perché di paesaggio urbano  racconta l’ambientazione nella quale sono inseriti i personaggi della sua pittura. Figure maschili, vestite di abiti occidentali moderni ed omologanti. Silenziose, attonite, forse in attesa di qualcosa, di qualcuno.

A volte lasciano spazio ad edifici abbandonati, in rovina,  straripanti di luce che si perde però nel buio che li circonda o li abita al di là del bagliore della superficie.

 

La nudità, fissa, rigida, segnata dal rosso, anche negli oggetti che reca tra le mani. Si rivolge ad un orizzonte che è fuori dalla nostra vista ma attorno a sé tutto appare scarno e vuoto.

Forse la rivoluzione che sta attraversando l’uomo contemporaneo è proprio questa, la delusione per qualcosa che ci si aspettava dovesse arrivare e appare invece sempre più lontana. L’arte, ancora una volta, e come sempre, ha il potere di farci riflettere sul ruolo di ognuno di noi nel mondo che avremmo voluto, che abbiamo costruito e che ancora speriamo di  realizzare; e lo può fare anche attraverso immagini che, apparentemente, mostrano il contrario, il male, la tristezza, lo sconforto e la solitudine.

 

Articolo e foto a cura di  M. Tiziana Fois

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