Educare bellezza e verità (bellezza)

 

D’altra parte il termine kalòs, che la nostra lingua ha tradotto con bello, aveva nella cultura greca un significato più ampio e complesso e si riferiva non solo a ciò che risultava piacevole ai sensi, ma anche a qualità positive del carattere e della mente umana.

dal libro di Marco Dallari e Stefano Moriggi, Educare bellezza e verità, Edizioni Centro Studi Erickson, 2016.

 

Marco Dallari presenterà il libro venerdi 20 aprile, alle h. 18.30, presso la Galleria del Liceo Artistico “F. Figari”. L’evento rientra nella rassegna, giunta alla sua terza edizione, Non rientrate tardi,   promossa dal Liceo e dalla collaborazione tra la funzione strumentale per l’area artistica, prof. Giancarlo Catta e il docente di Discipline plastiche presso lo stesso Liceo, prof. Carlo Coppelli.

Marco Dallari, già docente di Pedagogia e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1997 è professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Trento, dove ha fondato e dirige il Laboratorio di Comunicazione e narratività.  Marco Dallari è, inoltre, autore e curatore di libri per ragazzi.

Educare bellezza e verità è un libro bello e importante nel quale vengono riscoperti in tutta la loro profondità e ampiezza storica alcuni dei concetti fondamentali sui quali le tradizioni della pedagogia e della didattica si basano.

Quanto è importante il perseguimento di un ideale di bellezza nel processo di apprendimento di ognuno di noi? E come può essere definita la Bellezza? Nella ricerca della risposta a questa domanda cruciale Marco Dallari ricostruisce l’evoluzione del concetto di Bellezza dall’età classica ad oggi, citando molti tra i filosofi che su questo tema si sono interrogati nel tempo.

D’altra parte, però, non dimentica il suo pubblico privilegiato che è quello degli insegnanti e della scuola in generale.  Accanto al pensiero dei maggiori studiosi di filosofia sono, infatti, riportati nel libro consigli su come organizzare eventuali lezioni scolastiche aventi come obiettivo non tanto la trasmissione di un concetto di bellezza unico e irripetibile, ché non esiste, quanto un’idea di essa che risponda di più ad un processo, ad una metodologia non solamente praticabile in ambito scolastico quanto invece adottabile come stile di vita, di relazione con tutto quanto ci circonda e allo stesso modo e con la stessa intensità, con noi stessi.

Senso estetico e competenza emozionale sono nel pensiero di Marco Dallari unite in maniera inscindibile, poiché uno si alimenta dell’altra. Così la familiarità con tutto quanto è artistico, genera e alimenta entrambi gli aspetti della personalità umana.

Illuminante a questo proposito è una delle sue piccole finestre, all’interno della sua argomentazione, dedicata ad una Unità Didattica che affrontasse l’idea del Sacro e della nostra percezione di esso:

Invitiamo i nostri alunni, dal secondo ciclo della scuola primaria alla secondaria superiore, a rispondere alle seguenti domande.

  • Perché abbiamo timore ad attraversare al buio spazi e luoghi nei quali ci sentiamo del tutto tranquilli quando sono illuminati?
  • Perché ci incantiamo davanti al fuoco?
  • Riusciamo a descrivere ciò che proviamo se, all’aperto, siamo sorpresi da un tuono o da un fulmine?
  • Perché siamo attrati dallo spettacolo di una stella cadente?
  • Perché la nostra curiosità è solleticata da scene macabre e inquietanti, come un’incidente stradale, un attentato, un’esecuzione capitale?
  • Ricordate racconti (fiabe, storie, film) o immagini (illustrazioni, opere d’arte, immagini pubblicitarie) che rappresentino o vi ramentino questi stati d’animo?

Ricordiamoci sempre che il problema pedagogico insito in queste buone pratiche educative non sta nelle risposte (che spesso  non ci sono) ma nel conquistare insieme la consapevolezza dell’esistenza e della condivisibilità delle domande.

Con  Marco Dallari dialogherà  Carlo Coppelli, che oltre ad essere docente di Discipline Plastiche presso il nostro Liceo è arte terapista che dal 1995 organizza e conduce laboratori espressivi e progetti sull’arte terapia, pubblica testi, collabora con scuole di formazione ed università nell’ideazione di convegni, mostre e dibattiti su questa tematica.

Di seguito la locandina che pubblicizza la scuola fondata quest’anno, in Sardegna.

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