I libri di testo

 

Che marea infinita quella dei libri di testo.

Gioie e dolori per tutti coloro che li hanno utilizzati nel tempo, per gli adulti, lontano, della scuola; da quella primaria (che  veniva chiamata Elementare) a quella secondaria di primo grado (semplicemente Media, nel passato), per finire con quella secondaria di secondo grado (Scuola Superiore), i libri di testo hanno lasciato ricordi indelebili, per alcuni di noi.

Il libro ci è stato compagno, con lui ci siamo confrontati, mettendo alla prova la nostra capacità più o meno alta di elaborare quanto in esso letto, di prendere da quelle pagine fittamente scritte e illustrate, qualcosa che fosse in grado di aumentare la nostra abilità di produrre pensieri coerenti e chiari e di formularli con le parole che anche altri fossero in grado di comprendere. Il libro ha fatto da tramite tra noi e gli altri, che fossero genitori, compagni o insegnanti. Si apprendeva, nel passato non troppo remoto, prevalentemente dal libro.

Il nuovo libro, di anno in anno, era il rito con il quale si celebrava l’inizio di un nuovo ciclo di esperienze, conoscenze, amicizie, delusioni, fatica, soddisfazioni personali e riconoscimenti provenienti dal mondo circostante. Senza il libro, anche solamente dieci anni fa, non sarebbe stato possibile frequentare una scuola. Oggi si ha l’illusione che tramite internet si possa accedere ad una conoscenza  immediata, mistificata dal mito dell’essenziale e scambiata per un’accresciuta abilità nel fare, come se imparare ad utilizzare i più recenti strumenti digitali sia paragonabile alla riflessione e allo sviluppo del senso critico e dell’indipendenza di giudizio nell’affrontare la vita quotidiana e i quesiti che essa pone a tutti i livelli.

Fortunati sono stati coloro che dal libro hanno imparato la varietà del mondo e dei suoi abitanti, coloro che hanno pianto sulle vicende di personaggi letterari, che altro non sono se non noi stessi e i nostri amici o nemici, rivali o alleati. Fortunati coloro che hanno saputo mediare la conoscenza della realtà attraverso la consapevolezza che l’universo delle parole scritte è accessibile a tutti e che ci servirà sempre per ampliare la nostra visione di quanto accade attorno  a noi. Fortunati coloro che non si lasciano manipolare poiché sanno, spesso dopo essere passati attraverso la sofferenza, che esistono dei valori umani universali e in base a quelli solamente hanno imparato a modulare il proprio comportamento. Nulla e nessuno mai potrà influenzare la loro condotta, almeno non troppo a lungo…

Lo spunto per questa riflessione nasce dalla Antologia di Letteratura Italiana in adozione, per il Biennio, presso il nostro Liceo dal corrente anno scolastico .

Un libro sogna è il titolo. L’opera è costituita da tre volumi divisi tra Narrativa, Epica, Poesia e Teatro. Suggestivo e, a mio parere, insolito, il titolo, suggestive e, a mio parere, stimolanti le frasi che appaiono sulla copertina del volume di Narrativa: Leggere per conoscersi; Scrivere per cambiare il mondo, che non sono altro che la sintesi di quanto, modestamente, affermato sin qui.

Efficace nella sua semplicità il brano tratto da I nuovi racconti romani di Alberto Moravia, posto all’inizio del volume.

Esso ci mostra un esempio di quella indipendenza di carattere e capacità di giudizio che è frutto anche della lettura stessa. Leggetelo! (incitazione rivolta, soprattutto agli alunni delle prime). In esso,  Maurizio (uno dei personaggi) è colui che non si lascia manipolare, non si lascia coinvolgere nell’accettazione conformistica adottata dal gruppo.

Concludiamo questo articolo con l’augurio di un buon anno scolastico agli studenti delle classi prime, innanzi tutto, ai loro genitori e ai loro insegnanti. E poi  ad ogni studente sulla terra, augurando a tutti, studenti e non,  di non perdere mai il desiderio di imparare, di non perdere mai il desiderio di conoscere e di domandarsi il perché di quanto accade a tutti noi, nel mondo vicino e in quello più lontano. Augurando loro di comprendere l’utilità e la bellezza delle parole, della poesia e di quegli strumenti privilegiati che possono aiutare a renderle proprie, i libri.

 

Natale Perego, Elisabetta Ghislanzoni

Un libro sogna

Zanichelli, 2017

Articolo e foto a cura di M. Tiziana Fois

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