Sogno di un mattino di tarda estate

Ma sì, lasciatemi giocare con titoli celebri, il lavoro, questa mattina, in biblioteca, langue un po’. Una biblioteca scolastica si regge e prospera, se prospera, su tanti elementi,  uno di questi è la presenza degli studenti; che chiedano un libro (raramente), un’immagine, un collegamento ad internet, un fazzoletto di carta, un foglio, una o cento fotocopie, penne, matite, pennarelli, i migliori, talvolta, un sorriso, donandolo.  Qualsiasi sia la loro esigenza  relativa all’apprendere o al vivere la scuola, la biblioteca scolastica vive, esiste, per loro.

Oggi è il 28 agosto e loro, i privilegiati studenti (privilegiati nel senso di fortuna della giovinezza), sono ancora assenti, lontani a seguire le loro occupazioni, speriamo i loro sogni, auguriamo il loro bene.

Così, di questo vuoto la biblioteca langue.

Nondimeno un libro in attesa della sua catalogazione, antico, ahimè, come la gran parte dei libri qui dentro custoditi, nasconde all’interno un gioiello: Considerazioni sull’opera di Nikolaj Leskov a firma di Walter Benjamin. Il libro in questione è Il viaggiatore incantato di Nikolaj Leskov. Non conosco per nulla l’autore principale, conosco un poco e amo molto il pensiero di Walter Benjamin. Così pur nel languore dell’aria calda che entra dalle finestre spalancate, nel silenzio e nella pace di questo mattino, mi rianimo e, prima della catalogazione ha luogo l’inizio della lettura delle Considerazioni. Il libro fu scritto da Leskov nel 1873, l’edizione che ho sotto mano è dell’Einaudi del 1967, non è indicato il copyright dello scritto di  Benjamin. Wikipedia, alla pagina che riguarda Benjamin, ne fa risalire l’origine al 1936: Der Erzhaler. Betrachtungen zum Werk Nikolaj Leskovs.

Quanto delle Considerazioni mi ha fatto riflettere si trova ad iniziare dalle prime pagine quando si parla del narratore. Con la solita, rara, profondità che è propria del pensiero di Benjamin, la spiegazione di cosa sia un narratore lo porta ad affrontare l’epocale trasformazione del periodo nel quale egli viveva, la guerra, i mutamenti dell’animo umano come conseguenza dell’esercizio di un Potere, invece, immutabile:

«Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve: e l’imbarazzo si diffonde sempre più spesso quando, in una compagnia, c’è chi vorrebbe sentirsi raccontare una storia. È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa e sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze.

Una causa di questo fenomeno è evidente: le azioni dell’esperienza sono cadute. E si direbbe che continuino a cadere senza fondo. Ogni occhiata la giornale ci rivela che essa è caduta ancora più in basso, che non solo l’immagine del mondo esterno, ma anche quella del mondo morale ha subito da un giorno all’altro trasformazioni che non avremmo mai ritenuto possibili. Con la guerra mondiale cominciò a manifestarsi un processo che da allora non si è più arrestato. Non si era visto, alla fine della guerra, che la gente tornava dal fronte ammutolita, non più ricca, ma più povera di esperienza comunicabile?

Ciò che poi, dieci anni dopo, si sarebbe riversato nella fiumana dei libri di guerra, era stato tutto fuorché esperienza passata di bocca in bocca. E ciò non stupisce. Poiché mai esperienze furono più radicalmente smentite di quelle strategiche dalla guerra di posizione , di quelle economiche dall’inflazione, di quelle fisiche dalla guerra dei materiali, di quelle morali dai detentori del potere. Una generazione che era ancora andata a scuola col tram a cavalli, si trovava, sotto il cielo aperto, in un paesaggio in cui nulla era rimasto immutato fuorché le nuvole, e sotto di esse, in un campo magnetico di correnti ed esplosioni micidiali, il minuto e fragile corpo dell’uomo».

Dovrò continuare e finire di leggere le Considerazioni, forse leggerò il libro, per il momento il sogno sognato dalla Biblioteca è quello di una scrittura densa e significativa e, allo stesso tempo, semplice come quella di Walter Benjamin, che attraverso una parola è capace di raccontare il mondo.

Articolo e foto di M. Tiziana Fois

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...