10 righe

 

Sono tanti i siti e le pagine Facebook che si occupano di lettura e libri, fortunati coloro che ne apprezzano l’utilità e la bellezza, non tanto dei siti quanto di quello di cui si occupano. Tra gli altri c’è questo http://www.10righedailibri.it/ .

E’, lo vedete bene, un sito interattivo, in esso ognuno può partecipare con le sue dieci righe più amate o semplicemente sulle quali la nostra attenzione si sofferma più che su altre, mentre procediamo alla lettura di un libro. Il sito ha, ovviamente ormai, una sua pagina Facebook che troverete qui .

Scorrendola, stamane ho trovato questa bellissima poesia. Riflessione su poeti e Poesia stessa.

Può darsi che questa sia la prima di una piccola rubrica che appunto di poesia tratterà; semplicemente, il più delle volte, segnalandone alcune senza alcun commento, bensì offrendo al lettore la possibilità di essere cullato (dalla verità, non necessariamente dalla dolcezza) o guarito (seppur temporaneamente) dai suoi affanni e ansie quotidiane.

IL POVERO POETA di Czeslaw Miłosz.

Il primo movimento è il canto,
libera voce che riempie le valli e le montagne.
Il primo movimento è la gioia,
che però viene sottratta.
E dopo che il sangue si mutò negli anni,
e mille sistemi planetari nacquero e si estinsero nel corpo,
siedo, poeta capzioso e iroso,
con occhi malignamente socchiusi,
e soppesando la penna nella mano
medito vendetta.
Drizzo la penna, e butta gemme e foglie, si ricopre di fiori,
spudorato è il profumo di quest’albero, perché là
nel mondo reale
alberi così non crescono, ed è come un affronto
fatto alla gente che soffre il profumo di quest’albero.
C’è chi trova rifugio nella disperazione, dolce
come un tabacco forte, un bicchiere di vodka
bevuto nell’ora della perdita.
Per altri c’è la speranza degli stupidi
rosea come un sogno erotico.
Altri ancora trovano pace idolatrando la patria,
e può durare a lungo, ma non più di quanto
ancora dura l’Ottocento.
Ed a me è data un speranza cinica,
perché da quando ho aperto gli occhi ho visto solo
bagliori sinistri e stragi,
svilimento, ingiustizia, e la ridicola
infamia dei boriosi.
Data mi è una speranza di vendetta
sugli altri e su me stesso,
perché ero colui che sapeva
e da questo non trasse alcun vantaggio.

 

M. Tiziana Fois  (articolo e foto)

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