Sorella Acqua

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

 

Piccolo libro donatoci dall’Associazione Italiana Editori,  in seguito alla nostra partecipazione al progetto #ioleggoperché di ottobre 2016.

Piccolo, ha solamente 78 pagine, scritto con un carattere di 14 punti, non per questo meno prezioso, parla dell’acqua. Lo consideriamo fruibile anche da coloro che non sono abituati a leggere, anche da coloro che non sono abituati ad occuparsi di questioni generali (vitali, la stragrande maggioranza delle volte) e lo ringraziamo perché può introdurci in quell’immenso spazio rappresentato dalle risorse naturali che tanto inconsapevolmente sprechiamo durante la nostra vita. Ci piace notare come, nel titolo, riecheggi il verso del Cantico di Frate Sole, che troverete intero di seguito , ma come le due parole del sottotitolo “sprechi” e “guerre”, ci ricordino di quanto persino l’acqua sia diventato nella nostra società un bene che invece di essere considerato “comune”, cioè appartenente all’intera umanità, viene trattato alla stregua di merce sulla quale produrre profitto e, nei casi peggiori, il suo utilizzo, lo sfruttamento, il furto perpetrato ai danni di popolazioni indigene da parte di grandi multinazionali, abbia provocato e continui a provocare guerre, malattie e diminuzione nell’aspettativa di vita.

E’ un discorso da riprendere poiché infinito è il tema e tante le ragioni affinché ognuno di noi sia informato ed educato al corretto utilizzo e alle ingiustizie reali e potenziali su quello che molto spesso si considera scontato e naturale.

Ma siamo nella settimana che conduce alla Pasqua e più che adatto si ritiene questo regalo, inaspettato, persino da me che scrivo, ma per questo ancora più gradito, spero, per tutti coloro che lo leggeranno:

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

 

da  La letteratura religiosa,

in  Storia della letteratura italiana,  vol.1. Le origini e il Duecento, pag. 640

Emilio Cecchi e Natalino Sapegno,

Garzanti, 1965

 

M. Tiziana Fois

 

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