Tempesta imminente

Sarà una burla? Uno scherzo degno di Pulcinella?  E questo Pulcinella, anch’egli sospinto dal vento che lentamente rinforza e annuncia tempesta, sarà l’eroe saggio, irriverente e ribelle, che dietro la battuta ironica nasconde le sue verità, scomode ai più, o non sarà invece uno dei tanti mistificatori della realtà che istiga al sorriso ma vende solo illusioni?

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Tanti sono i personaggi presenti nella mostra-installazione, allestita nei locali del centro sperimentale Mauro Manca, tutti oscillanti nel vortice  della Tempesta;  imminente, dice il titolo, ma quanto? arriverà qualcosa peggiore di quanto  viviamo nei nostri giorni, oppure nel bel mezzo del vortice ci siamo già? Certo è che i personaggi della recita del nostro tempo ci sono già tutti; i rappresentanti della religione, ad esempio, una religione angosciante, più che consolante, che ordina quanto va fatto, che condanna colui che non obbedisce

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Vampiri travestiti da uomini ne abbiamo un’infinità, a volte non riconoscibili, e lì dipende parecchio dal grado di istruzione, e dall’educazione dello spirito critico di ognuno.

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Alieni?

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Natura violata? o richiamo al nostro essere Natura? e dunque al rispetto che dobbiamo ad essa?

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Bellissima la rappresentazione del migrante attuale, con un salvagente irto di chiodi, fissati verso l’interno o verso l’esterno poco importa, chi lo indossa è temuto e, allo stesso tempo, ha paura.

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Ci sono tutti i simboli della nostra epoca, ognuno con un ruolo diverso e legato all’altro dalle azioni agite e non agite, dalle parole dette e non dette, dalle scelte consapevoli e non.

E poi i manichini, fuggono, tentano di uscire da un tunnel, da una caverna, forse, ma il rispetto per lo spazio dell’altro, per la sua stessa fisicità, scompare in una lotta senza quartiere. Chi può scavalca, calpesta, si arrampicca addirittura sul corpo del vicino di sventura, incurante della condizione comune di essere umano.

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All’inaugurazione era bello vedere le espressioni del pubblico, la loro curiosità e il loro interesse. Ogni personaggio col quale ci si rapportava, tante domande.

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Inquietante e suggestiva, dirompente e drammatica, profondamente inserita nel nostro tempo, la mostra installazione di Cristian Lubinu e Oscar Solinas, entrambi ex allievi dell’Istituto d’Arte “Filippo Figari”, è visitabile sino al 30 dicembre.

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