Todo Tango

Poiché è probabile che all’interno del progetto #ioleggoperché la nostra scuola ospiti uno scrittore uruguaiano, facendo una piccola ricerca sulla storia e la cultura di quel paese, si possono trovare infinite relazioni tra autori e artisti differenti, storie che hanno in comune la bellezza di essere raccontate attraverso i libri. Quello di seguito indicato è un libro che affronta un aspetto molto importante nella storia culturale uruguaiana:

Todo Tango: cronache di una lunga convivenza

Mari Lao

Bompiani. Grandi Tascabili

cronache di una lunga convivenza

“Meri Lao ha dedicato una vita al tango.
Forse una vita non basta,
ma è certamente chi ci ha sempre
raccontato meglio questa magnifica vicenda.”

Umberto Eco

È uno dei libri più preziosi sul tango di Meri Lao; un libro documentatissimo che rivela anche l’importante e misconosciuto apporto delle donne e, spazzando via gli stereotipi, permette al lettore di addentrarsi in un rito dove gli emigranti di ieri e gli esuli di oggi si congiungono, officiato da una musica multietnica, da un canzoniere che è filosofia di vita, da una danza unica al mondo. Il libro include una preziosa antologia di 115 canzoni-tango con testo a fronte, un quadro comparativo tra il tango e il jazz, una “opiniabilia” di improvvisati autori e traduttori. Per la parte iconografica il libro si avvale di disegnatori e cartoonist sudamericani ed europei come Flavio Colin, Hermenegildo Sábat, Altan, Ellekappa, Manara, Mannelli, Pazienza, Pratt, Reiser, Staino, Topor, Federica Matta, Cinzia Leone.

Lo abbiamo inserito nel nostro elenco dei desiderata.

Sull’autrice:

Nasce a Milano, da genitori anarchici, antifascisti e anticlericali appena rientrati in patria dopo otto anni di Sudamerica. I coniugi Franco “La Merica” l’avevano fatta con successo installando macchine per fabbricare la pasta, ma ormai stranieri in Italia decidono di riprendere l’avventura dell’emigrazione con la bimba di due anni: America, appunto, detta Meri.
Prima infanzia a Buenos Aires, poi a Montevideo dove già viveva uno zio campione di nuoto e possessore di una biblioteca “esoterica”, paradossale pungolo per la formazione di quella bambina che da allora sarà immersa in buone letture, buon teatro, buon cinema, buona musica. L’Argentina e l’Uruguay, in prima linea e in prima fila negli anni 1930-50 nei settori delle politiche sociali e dell’istruzione, richiamavano il meglio degli artisti e degli uomini di cultura. A 17 anni conosce Pablo Neruda e poco più che adolescente si impegna nel giornale «Italia Libera» e nella «Voce Italiana», programma radiofonico di cui cura la rubrica letteraria e musicale. Sono quelli anni formativi in cui Meri impara a tradurre, testimoniare, andare in scena, insegnare ed esercitare la critica, quella critica indignada, umoristica, sarcastica che sarà una delle sue cifre stilistiche.
Sperimentatrice, è scrittrice e musicista da sempre. Scoperta la naturale inclinazione per la musica, inizia a studiare pianoforte, a 16 anni tiene i primi concerti e a 21 conclude gli studi all’Instituto Formación Profesores Agregados dell’Uruguay, ottenendo il titolo di insegnante di Musica e contestualmente l’assegnazione del posto pubblico. Irrequieta e curiosa, Meri frequenta al contempo il corso “Arte y Teatro Moderno” presso la Facultad de Humanidades, dove si laurea con due tesi Personajes femeninos en la obra de Ibsen e Futurismo: el arte de los ruidos.

da qui

tango_argentino

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