Imparare a leggere anche i meno famosi (purché abbiano qualcosa da dire)

literatur-600-jpgL’immagine è stata tratta da qui

Perché un simile titolo? Leggete il seguito e lo scoprirete.

Qualsiasi biblioteca, comprese quelle scolastiche e, forse, quelle scolastiche ancora di più, ha tra le sue funzioni principali quella di fornire ai suoi lettori il panorama più ampio possibile della conoscenza e della piacevolezza ottenibile attraverso i libri e la lettura.

Internet è uno di quegli strumenti attraverso i quali ottenere informazione e conoscenza.

Come tutti gli strumenti che ci permettono  di ottenere quello di cui abbiamo bisogno, internet va saputo usare, imparando a vagliare le informazioni importanti e veritiere, evitando il più possibile quei siti di chiasso che agiscono esclusivamente sulla superficialità, il pettegolezzo, l’aggressività e l’arroganza. Così sui social network, che non rappresentano l’intero mondo in rete, può capitare di imbattersi in persone e idee capaci di insegnarci qualcosa, capaci di aprire la nostra mente a nuove conoscenze e saperi. Un poco come può accadere frequentando le biblioteche.  Nicola Pezzoli è uno tra gli scrittori che la nostra biblioteca ha conosciuto tramite il Web.

Seppure non appassionato di Facebook, Nicola Pezzoli, il giovane autore di Quattro soli a motore, ha un suo profilo sul famoso Social. Dal suo profilo riporto di seguito una breve considerazione sulle relazioni possibili tra viaggio e letteratura, sottolineando soprattutto l’ultimo pensiero che dà l’esatta dimensione di come la ricchezza e la sensibilità con le quali si affronta qualsiasi situazione della nostra vita, compresa quella entusiasmante di un viaggio, potranno essere molto più sentite e vissute se si ha esperienza della lettura  e se da essa si è  appresa la propensione all’osservazione attenta del mondo che ci circonda.

Nicola Pezzoli:

Oggi mi sono imbattuto in uno slogan che poteva andar bene cent’anni fa, quando il viaggiare non era un’industria-carnaio di massa o una sorta di imperativo modaiol-conformista:
“il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”.
Non ho niente contro chi viaggia e qualche giretto l’ho fatto anch’io, ma ciò non toglie che, semmai, direi proprio il contrario:
“Il libro è un mondo, e quelli che non leggono non andranno mai da nessuna parte”.

 

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