Che tu sia per me il coltello

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Che tu sia per me il coltello, uno di quei libri difficili che scandagliano in profondità l’animo umano. Uno di quei libri illeggibili dai più, che costringe a richiamare parti di sé poco conosciute, dimenticate, dalla scoperta dell’amore o dell’attrazione verso un’altra persona, alla rivelazione impudica di sé, come se solamente nel rivelarsi all’altro esistesse la possibilità di conoscere se stessi.

“Myriam, tu non mi conosci …” è l’esordio di Yair, protagonista di questo romanzo epistolare, dove nelle prime 236 pagine conosciamo lui e l’altro personaggio principale, Myriam, esclusivamente attraverso le sue parole, i suoi racconti, il suo sguardo che spia, invisibile, i movimenti di lei e della sua famiglia, soprattutto del figlio di lei, Yochai.

Scopriamo da queste prime parole il tema intero che avvolge dall’inizio alla fine la narrazione, la conoscenza. Scopriamo come, se è il caso che domina la vita delle persone, il trasporto verso un’altro essere umano o una qualsiasi altra direzione possibile delle nostre vite, sono avvolti dal mistero; mistero che accompagna, in fondo, tutte le cose del mondo.

Attraverso la persona scelta dal nostro intuito, dalla nostra passione, dalle affinità, forse inizialmente superficiali, conosciamo noi stessi:

“… e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l’altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi  ti hanno chiamato “professoressa”. Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. E’ tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me. Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare. Intendo qualcosa che non immaginavo si potesse dare a un estraneo. Inutile dire che questo non comporta obblighi da parte tua, non devi far nulla (sono quasi certo che non mi risponderai). Ma se, malgrado tutto, un giorno vorrai farmi sapere che leggi le mie lettere, troverai nella busta il numero della casella postale che ho affittato questa mattina e che è destinata solo a te.

Se mi devo spiegare, allora è tutto inutile: non sentirti in dovere di rispondere, probabilmente mi sono sbagliato sul tuo conto. Ma se sei tu quella che ho visto stringersi nelle braccia con un cauto sorriso, credo che capirai.

Yair”

 

Romanzo d’amore, perché in un qualche passaggio rivela che la conoscenza è la base sulla quale poggia qualsiasi rapporto d’amore; ma non solo. In molti vi hanno letto l’auspicio di un incontro tra le due popolazioni che abitano la terra nella quale David Grossman è nato nel 1954, il popolo palestinese e quello israeliano.

 

Questo libro è entrato a far parte del nostro catalogo oggi e  spero aiuti altri, oltre la scrivente, a riflettere ed imparare  a rapportarsi in modi fecondi e rispettosi ai propri simili. Tra le funzioni primarie della letteratura.

 

 

 

 

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